MIOCARDIOPATIA DILATATIVA
E' una forma di malattia del cuore caratterizzata da estrema dilatazione delle camere ventricolari. Il muscolo cardiaco può essere paragonato ad una comune molla: se si mette in tensione una molla, fino ad un certo punto la molla stessa è in grado di restituire la forza immagazzinata, oltre un certo valore essa non è più in grado di funzionare. Così il muscolo cardiaco: fino ad un certo punto di tensione può erogare lavoro efficiente e normale, oltre un dato valore di estensione, la forza diminuisce progressivamente. La dilatazione del cuore è una situazione difficile : più le camere cardiache ventricolari saranno dilatate, più sangue esse saranno costrette ad accogliere dal circolo polmonare e dal circolo generale attraverso le camere atriali. Il problema è che contemporaneamente a questo aumentato afflusso c'è una diminuizione di forza per pompare via quelle quantità di sangue. Come conseguenza il cuore stesso andrà incontro, inevitabilmente, ad una situazione di insufficienza e di scompenso cardiaco. Per prima cosa, quando si è constatata una dilatazione del cuore, occorre stabilire se questa dilatazione è secondaria ad altra patologia (ischemia, infarto, ipertensione arteriosa, etilismo, diabete mellito e altro), oppure ha carattere idiopatico, cioè è primaria, senza una causa apparente. Quando non ci sono sintomi, la miocardiopatia dilatativa primaria è difficile che venga diagnosticata; quando questo accade, di solito è in corso di visite e/o esami eseguiti per altra indicazione. Occorre ricordare che è necessario considerare con la massima attenzione ogni forma di dispnea. Questo perchè la miocardiopatia dilatativa si manifesta con questo sintomo cardine, espressione di insufficienza cardiaca. La terapia influenza favorevolmente il decorso, ma purtroppo, nel corso della miocardiopatia dilatativa primaria, non riesce ad arrestarlo. Nel caso, invece, della miocardiopatia dilatativa secondaria ad altre patologie, sarà sulle relative patologie che occorrerà intervenire prima possibile, per cercare di rimuoverle. E in questi casi, se non si interviene troppo tardi, un certo recupero è sempre possibile. I casi di miocardiopatia dilatativa, sopratutto idiopatica*, sono da sempre i primi candidati ad un eventuale trapianto cardiaco. |
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